Riqualificazione di un’ex lavanderia industriale in centro espositivo
L’intervento realizzato per la Fondazione Elpis riguarda la riqualificazione delle pavimentazioni interne di un centro espositivo nel cuore di Milano, ricavato all’interno di una ex lavanderia industriale attiva fino alla metà degli anni Ottanta. Il complesso, articolato su tre livelli, è stato oggetto di una ristrutturazione integrale che ha previsto lo svuotamento degli interni e il completo rifacimento dei massetti, trasformando un edificio produttivo in uno spazio dedicato alla ricerca artistica e all’esposizione di opere di artisti provenienti da tutto il mondo. In questo quadro, il progetto architettonico ha richiesto una superficie continua, neutra ma fortemente caratterizzante, capace di sostenere un uso intensivo e dialogare con l’identità industriale dell’edificio, mantenuta attraverso soffitti in laterizio lasciati a vista.
Coinvolgimento di Isoplam e scelta di Microverlay
La richiesta di intervento sulle pavimentazioni è giunta a Isoplam tramite l’architetto Giovanna Latis, incaricata della riqualificazione, che ha coinvolto l’azienda per individuare una soluzione tecnica adatta a un contesto espositivo ad alta frequentazione, con carichi rilevanti dovuti alla movimentazione delle opere. Isoplam è stata chiamata in una fase preliminare al cantiere, collaborando alla definizione del materiale e delle finiture attraverso la presentazione diretta di campioni in loco. Su proposta dell’azienda, è stato scelto Microverlay, un rivestimento continuo senza fughe né giunti, con uno spessore di soli 2 mm, selezionato dall’architetto nella variante più liscia, tra diverse possibilità cromatiche e materiche.
Estetica, logistica e posa: una soluzione pensata per spazi ad alta intensità d’uso
La soluzione adottata risponde a più livelli di complessità. A livello generale, Microverlay ha permesso di ottenere un effetto cementizio omogeneo e contemporaneo, compatibile con l’atmosfera industriale dello spazio e con le esigenze museali. Nello specifico, la texture volutamente fluida e mossa – evocata dall’architetto come una “palla da bowling” – crea un contrasto calibrato con la rugosità dei soffitti in mattoni, senza risultare invasiva rispetto alle opere esposte. Il materiale viene fornito in polvere e polimero liquido, trasportabile in contenitori leggeri, una caratteristica determinante per un cantiere in area centrale dove l’accesso dei mezzi è fortemente limitato. Applicato a spatola in tre mani successive, Microverlay è stato poi carteggiato e levigato con abrasivi a grana fine per ottenere una superficie perfettamente continua; bordi e angoli sono stati rifiniti manualmente, mentre i giunti presenti nel massetto sottostante sono stati correttamente riportati in superficie e sigillati.
Dettagli su misura e prestazioni nel tempo
Il lavoro si è svolto in stretta collaborazione tra Isoplam e il team di progetto, con un continuo confronto sulle finiture e sulle soluzioni applicative. Un contributo specifico ha riguardato anche la scala interna: i gradini, realizzati in legno su disegno dell’architetto, sono stati inviati al laboratorio Isoplam, dove sono stati rivestiti con lo stesso Microverlay previa applicazione di un primer aggrappante idoneo al supporto ligneo, e successivamente protetti con un trattamento opaco trasparente. I gradini finiti sono stati poi reinstallati in cantiere dal committente.
L’intervento si è rivelato particolarmente efficace in termini di resistenza e durabilità: la superficie continua sopporta il passaggio di carrelli e transpallet utilizzati per l’allestimento delle mostre, mantenendo stabilità e qualità estetica. Il risultato è una pavimentazione leggera, performante e altamente controllata, frutto di una costruzione artigianale specializzata più che di una semplice fornitura di prodotto. L’esperienza positiva ha generato ulteriori collaborazioni con altri studi di architettura e nuovi interventi nel contesto milanese, confermando Microverlay come soluzione tecnica e progettuale per spazi espositivi complessi e logisticamente critici.