L’azienda è tra le prime realtà produttrici di prodotti per pavimenti e rivestimenti architettonici a certificare il contenuto di materiale riciclato, recuperato o sottoprodotto di tutte le proprie soluzioni, in linea con le richieste dei CAM Edilizia e con le nuove opportunità legate al Piano Casa 2026.
Isoplam – azienda trevigiana specializzata nella produzione e realizzazione di superfici continue a base cementizia – ha ottenuto per l’intera gamma delle proprie soluzioni la certificazione secondo la norma UNI/PdR 88:2020, attestando il contenuto di materiale riciclato, recuperato o sottoprodotto presente nei propri rivestimenti.
Con questo raggiungimento si posiziona tra le prime realtà specializzate in premiscelati cementizi a certificare in modo esteso la propria offerta, compiendo un ulteriore passo nel percorso di innovazione sostenibile.
Certificazione UNI/PdR 88:2020: un supporto concreto per l’edilizia pubblica
“La scelta di certificare non un singolo prodotto, ma l’intero sistema di soluzioni per pavimenti e rivestimenti – dichiara Francesca Martignago Direttore Commerciale di Isoplam – nasce dalla volontà di offrire a progettisti, imprese e stazioni appaltanti strumenti tecnici chiari, verificabili e coerenti con le nuove richieste del settore delle costruzioni.
In un mercato sempre più orientato alla documentabilità delle prestazioni ambientali, la disponibilità di una certificazione riconosciuta diventa un elemento decisivo per semplificare la progettazione, la redazione dei capitolati e la partecipazione alle procedure di gara, soprattutto nel settore pubblico”.
L’investimento di Isoplam nella certificazione UNI/PdR 88:2020 si inserisce in una visione aziendale che punta a ridurre il ricorso esclusivo a materie prime di nuova estrazione, reinserendo nel ciclo produttivo materiali riciclati, recuperati o sottoprodotti.
Un approccio che consente di contribuire al contenimento dello sfruttamento delle risorse naturali, mantenendo al tempo stesso invariate le prestazioni tecniche, la durabilità e la qualità estetica che caratterizzano le superfici Isoplam.
Prodotti certificati CAM per i nuovi interventi pubblici e residenziali
“Per Isoplam – continua Francesca Martignago – la sostenibilità non è un tema accessorio, ma una direzione progettuale e produttiva precisa. Abbiamo scelto di certificare l’intera gamma perché crediamo che il settore delle costruzioni abbia oggi bisogno di soluzioni non solo performanti, ma anche dalla sostenibilità trasparente, facilmente misurabile e documentabile, al fine di dare concretamente vita a un’edilizia più responsabile.”
La certificazione assume oggi particolare rilevanza alla luce dei CAM Edilizia, aggiornati il 2 febbraio 2026, che rafforzano il ruolo dei Criteri Ambientali Minimi nei contratti pubblici di progettazione e di lavori operativi. In questo contesto, per un’azienda, la possibilità di dimostrare attraverso una certificazione riconosciuta il contenuto di materiale riciclato/recuperato/sottoprodotto rappresenta un requisito sempre più strategico per l’inserimento delle proprie soluzioni nei capitolati e nelle specifiche tecniche di gara.
Anche il Piano Casa 2026, orientato al recupero del patrimonio abitativo pubblico inutilizzato, all’incremento dell’offerta di alloggi a canone sostenibile e alla rigenerazione urbana, conferma l’attenzione crescente verso interventi edilizi capaci di coniugare qualità costruttiva, durabilità, efficienza e sostenibilità documentata.
In questo scenario, la certificazione dell’intera gamma di prodotti Isoplam secondo UNI/PdR 88:2020 consente a progettisti, imprese e stazioni appaltanti di individuare nell’azienda soluzioni cementizie continue già supportate da una documentazione tecnica conforme alle richieste del settore pubblico e coerente con l’evoluzione dei criteri ambientali applicati all’edilizia.

